Un bambino nato a prematuro

Io sono mamma di un bambino nato a pretermine.

Il mio bambino è nato a 34+6. Per l’Organizzazione mondiale della sanità : si parla di prematurità quando il bambino nasce prima della 37° settimana di gestazione.

Ho vissuto la gravidanza con tante paure e una di quelle era quello che Marco Valerio nascesse prima.

Ogni controllo finiva con: ” Se scende sangue tu corri in ospedale!”. La mia faccia ogni volta parlava da sola.

Paura, angoscia, rabbia, tristezza e senso di colpa. Ecco quello che provavo.

Il 19 dicembre 2016, me lo ricordo ancora, sono corsa in ospedale e mi sono trovata in sala parto. Continuavo a piangere e continuavo a dire che era troppo presto. Era troppo presto. La mia scadenza era il 23 marzo anche se c’era il taglio cesareo programmato, anche se doveva nascere i primi di marzo per la placenta previa, era troppo presto.

La mia testa era piena di pensieri e paure. Lui stava bene ma io no. Lui però non aveva ancora i polmoni sviluppati. Immaginate i miei pensieri.

La situazione in quell’occasione è stata monitorata e quella sera non ho partorito…ho iniziato ad entrare e uscire dall’ospedale. Non sono riuscita ad arrivare a 37 settimane, era il grande traguardo che c’eravamo prefissati.

Il 15 Febbraio 2017 ho partorito Marco Valerio. Un bambino di 48 cm per 2550 gr.

Marco Valerio ha passato qualche giorno in reparto di patologia neonatale,  per prassi  doveva stare le  6 ore ma lui c’è stato di più perché non ero in grado di occuparmi di lui. Sii mi sento in colpa per questo.

Sono sincera non sarei riuscita a sopportare il reparto di patologia neonatale. Moralmente non ci sarei riuscita. La gravidanza e  il mio parto per me sono stati devastanti fisicamente e mentalmente. Vederlo li nelle culle non sarei riuscita a sopportarlo.

Ogni volta che passo per quella porta mi scendono le lacrime, qualcuno si occupava del mio bambino nei suoi primi giorno e non ero io. Tutte sognano il momento che vedono il proprio bambino io quel momento non l’ho avuto.

Il mio bambino era piccolo ma sano. I suoi polmoni sono stati fatti crescere con i farmaci quindi non aveva nessun  problema.

Tutto era grande per lui. Lo vedevo piccolino ed indifeso. Mi sentivo e ancora oggi mi sento in colpa.

Per i primi 3 anni noi facciamo i nostri controlli in ospedale. Piano piano cresciamo. Le tabelle percentili non le consideriamo. Ho imparato ad aspettare i suoi tempi e ogni giorno per noi è una conquista.

 

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