29 Novembre: io sono rinata!

11800523_872065129545532_3749622801209157240_nL’ultimo periodo è stato veramente difficile fisicamente e moralmente. Non è l’aborto in sé, ma tutto ciò che l’ha circondato sia prima e sia dopo.

Strapparmi un sorriso o semplicemente starmi vicino senza dire nulla credo che sia stato totalmente impossibile dal 29 Novembre. Le persone che mi circondano qualcuno ha capito che avevo bisogno di starmene per i fatti miei e invece altre purtroppo no, violandomi completamente e causando proprio una distanza da parte mia. 

In questi mesi mi sono letta qualsiasi cosa sulla gravidanza istmica (gravidanza che si infila all’interno della cicatrice del taglio cesareo): una gravidanza rarissima, che naturalmente io non potevo non avere e che ho scoperto di averla solo ad un controllo fatto per scrupolo e fatto da insistenza da Andrea in un centro privato, prima di recarmi in pronto soccorso con urgenza. Considerando che ero andata dal mio ginecologo due volte in quella settimana e non era mai detto nulla a riguardo!

Spesso, anche ad occhi aperti, rivivo quello che ho vissuto e a volte ho dei buchi, così chiamo Andrea per sapere com’è andata perché non mi  ricordo  proprio niente.

Il mio ricordo è una corsa dal pronto soccorso verso la  sala operatoria perché la situazione non era più stabile ma totalmente capovolta: il saturimetro e tutte le apparecchiature che avevo suonavano;  tremavo come una foglia dalla paura;  il caos delle persone che mi circondavo perché dal semplice raschiamento che dovevano fare si sono accorti che non potevano più farlo perché la situazione era più complicata; l’infermiera che mi voleva far firmare il consenso e blabla; la ginecologa che in maniera molto carina mi avvisava che dovevano togliermi l’utero, qui sono sicura di aver mollato un urlo con un secco NO e che volevo mio marito.

Non so quanto sia passato ma ad un certo punto ho visto Andrea che parlava con la dottoressa, quella che in maniera carina mi aveva detto che mi avrebbe tolto l’utero, mentre mi portavano   da un’altra parte. Mio marito aveva deciso di provare un’altra via senza sapere il risultato finale: l’embolizzazione delle arterie uterine ( chiusura “momentanea” delle arterie dell’utero in un momento dovrebbero ritornare a funzionare: ATTENDIAMO).

Andrea ha scelto questo tipo di intervento  solo per evitare di farmi morire dissanguata in sala operatoria o quella di togliermi l’utero in maniera definitiva. Le mie uniche due possibilità erano queste sostanzialmente. Non c’erano altre scorciatoie. Il mio pensiero era per  Mariavittoria e sulle conseguenze che ci potevano essere se mi sarebbe successo qualcosa.

Quando ho finito l’emolizzazione, che è andata bene per mia fortuna, ho iniziato ad urlare dal dolore perché ero bella sveglia mentre lo facevano!  Poi vuoto….solo tanto dolore, paura, rabbia, tristezza infinita.

Questo è quello che ho vissuto il 29 Novembre 2015, dicono che sia fortunata perché posso ancora raccontare quello che è successo e poter abbracciare e  strapazzare mia figlia e continuare a camminare assieme a mio marito questa strada che si chiama vita.

Grazie ad Andrea che non ha voluto ANCORA liberarsi di me…..SEI LA MIA CASUALITÀ’ PIU’ BELLA!

 

 

 

 

6 pensieri su “29 Novembre: io sono rinata!

  1. Il Frutto Della Passione says:

    Leggo questo post a pochi giorni dall’aver discusso col mio medico sull’argomento, ovvero sulla mia preoccupazione nel rimanere incinta a poca distanza da un eventuale parto cesareo e sui possibili rischi.
    Mi dispiace tantissimo per questo dolore, non solo fisico e ti ammiro molto per la forza e il coraggio!!
    Un abbraccio affettuoso.

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